L'arancio (Citrus × sinensis (L.) Osbeck, 1765) è un albero da frutto appartenente al genere Citrus (famiglia Rutaceae), il cui frutto è l'arancia (detta nell'uso corrente anche "arancio", come l'albero)[1], talora chiamata arancia dolce per distinguerla dall'arancia amara. È un antico ibrido, probabilmente fra il pomelo e il mandarino, ma da secoli cresce come specie autonoma e si propaga perinnesto e talea.
Cenni storici
Originario della Cina e del sud-est asiatico, questo tipico frutto invernale sarebbe stato importato in Europa solo nel XIV secolo da marinai portoghesi. Tuttavia alcuni testi antico-romani ne parlano già nel I secolo; veniva coltivata in Sicilia e la chiamavanomelarancia, il che potrebbe significare che il frutto avesse raggiunto l'Europa via terra. Potrebbero essere corrette entrambe le teorie. Probabilmente l'arancio giunse davvero in Europa per la via della seta, ma la coltivazione prese piede solo nella calda Sicilia, dove la sua diffusione si arenò. Solo dopo secoli venne riscoperto dai marinai portoghesi.
Da notare che a Roma, nel chiostro del convento di Santa Sabina all'Aventino è presente una pianta di arancio dolce che secondo la tradizione domenicana è stata portata e piantata da San Domenico nel 1220 circa. La leggenda non specifica se il santo avesse portato la pianta dal Portogallo o dalla Sicilia, dove essa era giunta al seguito della conquista arabo-berbera.
Altri nomi dell'arancia
Nella letteratura del secolo XIX a volte l'arancia viene chiamata portogallo. In greco l'arancio si chiama "πορτοκάλι" (pronuncia: portocáli), in rumeno "portocală", in albanese "portokall" e ancora oggi in arabo la parola usata per parlare delle arance è برتقال,burtuqāl, che ha soppiantato del tutto la parola persiana نارنج, nāranğ – letteralmente "(frutto) favorito degli elefanti" – da cui deriva "arancia" (e "naranja", in spagnolo) e "narancs" in ungherese. Non si deve però dimenticare che in arabo il burtuqāl indica l'arancia dolce, mentre nāranğ (d'origine persiana) indica l'arancia amara.
In Basilicata, in alcune parti della Campania, della Puglia e dell'Abruzzo ancor oggi le arance sono chiamate "purtualli" o "partajalli", "partuàlli" e "arànciu" in Sicilia e "portugalli" in certe zone della Calabria. Così pure nella maggior parte dei dialetti della Pianura Padana: nella lingua piemontese sono detti portugaj, nel dialetto bergamasco "portogàl", nel Lodigiano "purtügàl", in dialetto ferrarese"portogàl", in dialetto parmigiano partucàl e in quello di Rimini partugàli. In Veneto l'arancia viene chiamata "naransa", mentre in friulano è "narant": in questi casi potrebbe trattarsi di una derivazione diretta dal persiano, forse grazie ai contatti culturali e commerciali veneziani con il Medio Oriente, oppure di un lascito spagnolo. In Abruzzo l'arancia viene chiamata in genere "purtuall", con alcune varianti a seconda della zona: ad esempio nella (Valle Peligna) essa viene chiamatapartaall. Nel Salento viene indicata col termine portacallu e sul Gargano portajall. Nel dialetto riomaggiorese della lingua ligure l'arancia è chiamata sitrón ed in tutta la Liguria è conosciuto come sitrón o setrón. In dialetto romanesco, come attestato da Pascarella, il nome dell'arancia è, né più né meno, portogallo:
| « Nonsignora, maestà. Lei si consija Co' qualunque sia ar caso de spiegallo, E lei vedrà ch'er monno arissomija,
Come lei me l'insegna, a un portogallo. »
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| (La scoperta dell'America. Alla memoria de mi' madre di Cesare Pascarella, III:5-8) |
Nelle lingue germaniche, la parola che indica l'arancio di solito significa letteralmente mela cinese (es. olandese appelsien o sinaasappel, tedesco Apfelsine). Parole derivate daappelsien si trovano anche nelle lingue slave (es. russo Апельсин, apel'sin) e baltiche (es. lituano apelsinas).
Altra variante è "melarancia", diffusa anche in altre lingue (es. polacco pomarańcza, ceco pomeranč, slovacco pomaranč, sloveno pomaranča).
Descrizione
L'arancio è un albero che può arrivare fino a 12 metri, dalle foglie allungate e carnose e dai fiori candidi. I germogli sono sempre verdi, mai rossastri. I frutti sono rotondi e sia la buccia sia la polpa sono del tipico colore arancione. La buccia è caratterizzata da una leggera ruvidezza che è diventata termine di paragone anche in campi totalmente diversi: parliamo per esempio di pelle a buccia d'arancia incosmesi, o di superfici a buccia d'arancia in edilizia.
Il periodo di riposo dell'arancio è di soli tre mesi, per cui succede che l'albero fiorisca e fruttifichi contemporaneamente. I primi frutti si possono raccogliere in novembre (navelina), e gli ultimi a maggio - giugno (valencia late). Un albero adulto produce circa 500 frutti all'anno.
Sottospecie e varietà[modifica | modifica wikitesto]
Oggi l'arancio è l'agrume più diffuso nel mondo e se ne coltivano centinaia di varietà. Alcuni frutti sono a polpa bionda (ovale, biondo comune, navelina, washington navel, ecc.), altri a polpa rossa per via dei pigmenti antocianici in essi contenuti (moro, tarocco, sanguinello), alcuni più grandi e più belli, altri di aspetto più modesto e dalla buccia più sottile, ma più succosi e dunque adatti per spremute. Solo in Italia più di venti varietà vengono coltivate come frutta da tavola e altrettante per spremuta. Comunque, le arance dolci non vengono consumate solo come frutta fresca ma, soprattutto nel caso di quelle a polpa bionda, vengono utilizzate per la produzione di succhi (durante la lavorazione delle quali la buccia, preventivamente separata dal resto del frutto, viene sfruttata per estrarne l'olio essenziale in essa contenuto) e, in misura minore, per la produzione di canditi e frutta essiccata.
La definizione Arancia rossa di Sicilia è usata per individuare le varietà di arance polpa rossa (moro, tarocco e sanguinello) che rispettano quanto previsto nel relativo disciplinare "Arancia rossa di Sicilia IGP" (Indicazione geografica protetta).[2]
A Ribera, in provincia di Agrigento, si coltiva l'arancia bionda della cultivar "Washington Navel"; in realtà le arance coltivate appartengono tutte al gruppo "Navel" (cioè arance ombelicate). A questo gruppo, oltre all'arancia suddetta, sono coltivate il "Brasiliano di Ribera", la cv. W.N. 3033 Frost, Navelina comune, Navelina VCR (Vecchio Clone Risanato), la Navelina ISA 315 (in piccole superfici impiantate - in corso di reinnesto con W.N. per via della pezzatura dei frutti che risulta essere media). Sembra che le sue particolari qualità organolettiche siano molto apprezzate dagli intenditori, tanto che Arancia di Ribera è diventato un marchio DOP.
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